Angeli di luce e messaggi divini: l’ universo rivela la grandezza di Dio
- Nora Amati

- 2 dic 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 2 mar
Ovunque ci si trovi, ogni essere umano è sotto protezione. Nell’Islam, questa protezione proviene dagli angeli, esseri di luce creati per obbedire esclusivamente a Dio, a differenza degli uomini e dei jinn che possiedono libero arbitrio. Gli angeli non hanno desideri personali, ma svolgono compiti straordinari: trasmettono messaggi celesti, custodiscono l’universo e guidano l’umanità verso la rettitudine.
Nell’Ebraismo e nel Cristianesimo, gli angeli erano conosciuti come Cherubini, messaggeri e corpi celesti vicini a Dio. L’Islam li conferma nella sua ultima rivelazione, il Corano, chiamandoli anche “guardiani della Terra”. La tradizione li associa ai sette punti cardinali cosmici, mantenendo l’ordine nell’universo. Dividere le religioni monoteistiche appare irragionevole: si tratta di una stessa fede, e Maometto è l’ultimo profeta. Il Corano conferma la Torah, il Vangelo e i profeti: ogni ebreo, cristiano o musulmano è sotto la protezione degli stessi angeli.
Come recita la Sura 2:136:"Noi crediamo in Allah, in ciò che è stato fatto scendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le Tribù, in ciò che è stato dato a Mosè e Gesù e ai profeti: noi non facciamo distinzione tra alcuno di loro."
Molti cristiani, non avendo letto il Corano, si sono distaccati dalla religione a causa di apparenti incongruenze. Dio ha inviato il Corano tramite l’angelo Jibrīl (Gabriele) al Profeta Muhammad ﷺ per completare la religione. Studiare il Corano è fondamentale: fermarsi a Gesù senza conoscere i profeti successivi è come interrompere la scuola a metà percorso, senza comprenderne la completezza.
Gibrīl è l’angelo più importante nel Corano, l’angelo della Rivelazione, mentre Gabriele (sempre Gibril) è uno degli arcangeli principali nel Cristianesimo, annunciando la nascita miracolosa di Gesù a Maria. Così lo stesso messaggero divino collega la rivelazione cristiana a quella islamica. La Sura Maryam (19) è dedicata alla nascita di Gesù (ʿĪsā) e alla storia di sua madre Maria (Maryam), ricordando il miracolo della nascita e la purezza della missione profetica.
Il Corano respinge la Trinità e afferma che Gesù non può essere figlio di Dio: Allah è unico, trascendente e infinito, distinto dalla creazione. Attribuirgli un figlio implicherebbe una pluralità incompatibile con il monoteismo. Gesù rimane una creatura e un messaggero, la cui nascita miracolosa da Maria testimonia la potenza divina senza compromettere l’unicità di Dio.
Molti lasciano il Cristianesimo per ragioni intellettuali, emotive o spirituali, spesso alla ricerca di coerenza morale e razionale.
L’Islam ritorna come risposta perché:
· Il Corano insiste sull’unicità di Dio e presenta concetti teologici coerenti e privi di contraddizioni.
· Fornisce risposte strutturate ai dilemmi morali e spirituali, come il senso della vita, la giustizia e la responsabilità umana.
· Contiene riferimenti compatibili con osservazioni scientifiche moderne, dall’embriologia ai cicli naturali e all’espansione dell’universo, senza sostituire la scienza ma armonizzandosi con essa.
Il Corano è l’ultima rivelazione perché conferma le Scritture precedenti, offre un messaggio universale e completo, e presenta insegnamenti logici, pratici e spirituali validi per tutte le epoche e culture.
Anche oggi gli angeli hanno un ruolo attivo, invisibile ma essenziale: registrano le azioni umane, proteggono i giusti, ispirano al bene, eseguono i decreti divini e sostengono l’ordine dell’universo. In un mondo segnato da corruzione morale, essi dimostrano che la giustizia e l’equilibrio cosmico rimangono eterni e inesorabili.
Dal punto di vista islamico, tutti gli esseri umani sono “gente del Libro”, destinatari delle rivelazioni divine, e l’Islam si presenta come il completamento e la conferma di queste radici spirituali comuni.
La diffusione dell’Islam è un richiamo universale a ritrovare il contatto con Dio, la giustizia e la moralità originaria, valori che trascendono tempo, luogo e cultura.
Il Natale e l’Islam si incontrano nel miracolo della nascita di Gesù: nel Cristianesimo, Natale celebra Gesù come figura divina, mentre nell’Islam la nascita sottolinea la purezza di Maria e la missione profetica di Gesù, servo e messaggero di Allah. Entrambe le tradizioni riconoscono in questo evento un segno di speranza, fede e rettitudine, un richiamo universale alla guida spirituale e alla misericordia divina.
Recenti scoperte scientifiche sulla luce rafforzano questa visione: esperimenti quantistici hanno creato stati di “luce condensata” o “supersolidi di luce”, mostrando come la luce possa comportarsi come materia ordinata, attraverso interazioni tra fotoni e materia. Se gli angeli sono esseri di luce e la luce viaggia a circa 300.000 km/s, questo suggerisce, simbolicamente e scientificamente, la loro incredibile potenza e la loro capacità di trasmettere i messaggi divini.
La luce diventa così il filo che unisce scienza e Corano, materia e spirito, visibile e invisibile. La fisica moderna rivela la sua velocità, la sua struttura e la sua precisione, mentre il Corano proclama: Allah è la “Luce dei cieli e della terra” (Sura 24:35), guida eterna della verità e dei credenti. Ogni fenomeno luminoso, ogni scoperta scientifica diventa un segno della volontà divina, dimostrando che conoscenza, fede e universo sono intrecciati da una stessa luce eterna.
In ogni raggio, nell’ordine dell’universo e nella verità del Corano, risplende una sola certezza immutabile: Dio è grande, e nulla gli sfugge.




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