Jasmine e le strade perdute
- Nora Amati

- 13 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 13 dic 2025
Questa è la storia di Jasmine, un fiore che un tempo abitava ampiamente la Siria, quando il mondo era ancora dormiente e sembrava avere un respiro lento, dolce e sicuro.
Jasmine era candida, luminosa e si arrampicava con modestia sulle inferriate delle case e sui balconi delle vie di Damasco, propagando eleganza e spargendo un profumo di sogni impliciti e fragili.
Chi passava accanto a lei, anche solo per un istante, si sentiva sospeso, rapito da un’inebriante felicità che sapeva di eternità.
I fiori si ricordano di chi gli è passato accanto, di chi li ha macchiati di sangue vivo e rosso e dei bambini che giocavano a palla nei cortili.
Alcuni fuggiti ricordano, altri hanno perso la capacità di emozionarsi pensando alle strade e alle viuzze spaccate, ma quando Jasmine pervade la loro mente, il suo profumo diventa eco di una storia ancora più profonda.
"Casa" ha un`aroma, che invade le loro narici come se nulla fosse successo, come se ieri e oggi fossero la stessa cosa, ma soltanto per un istante.
Jasmine nel mio giardino non ha lo stesso profumo e manca quell’incanto che stordisce, quella luce che attraversa le ossa. Cerco di avvicinarmi a un ricordo che non mi appartiene, di sentire l’ebbrezza di un passato che non ho vissuto, ma il fiore unico che rappresentava la Siria è stato spezzato, insieme alla storia millenaria e ai sogni di milioni di innocenti del Levante.
Il gelsomino è una meraviglia botanica, ma in Siria non era solo un fiore, bensì rappresentava tenacia e bellezza, di un popolo che resisteva nella fragilità e un simbolo che nessun giardino lontano può riprodurre. Ho cercato invano una similutudine, che mi facesse entrare nella sua biografia, ma non ho trovato nulla.
Mi sono arresa, perché alcuni fiori, alcuni ricordi, devono restare intatti, lontani dalle mani che li cercano, vivendo soltanto nei cuori di chi non ha dimenticato e nel silenzio degli occhi di chi li ha visti fiorire.
Nessun gelsomino potrà mai uguagliare ad un altro.




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