top of page

Contemplando l'estate: il Libro Preservato e le tracce invisibili dell'esistenza

  • 2 giu
  • Tempo di lettura: 5 min

Talvolta il passato riaffiora attraverso uno stile dimenticato: morbido, forse eccessivamente metaforico, capace di trasformare un pensiero in una forma fluttuante sospesa tra immaginazione e realtà.

Accade allora di aprire un vecchio baule, uno di quelli che custodiscono frammenti di vita senza che ci si chieda davvero perché siano stati conservati. Tra fogli quasi ingialliti dal tempo e fotografie dimenticate può riemergere uno scritto dedicato all'estate. Un titolo semplice: Contemplando l'Estate. Rileggendolo, si ha talvolta l'impressione che non sia mai stato concluso, come se esistessero pagine che continuano a scriversi da sole attraverso gli eventi della vita. Ed è proprio da quelle pagine che riaffiora una riflessione che il tempo non smette di approfondire.

Nel Corano si legge che l'essere umano possiede il libero arbitrio ed è responsabile delle proprie azioni. Il manoscritto della nostra esistenza, in un certo senso, lo scriviamo noi. È forse uno dei concetti più difficili da comprendere. Secondo il Corano, Allah conosce tutto ciò che è accaduto, ciò che accade e ciò che accadrà. Questa conoscenza, tuttavia, non implica costrizione. Immaginiamo un insegnante che conosce molto bene un proprio alunno. Sa che non studia mai, che evita ogni impegno e che non si prepara agli esami. Potrebbe prevedere con quasi assoluta certezza che quell'alunno fallirà. Tuttavia, la previsione dell'insegnante non è la causa del fallimento. L'alunno fallisce perché ha scelto di non studiare. Allo stesso modo, secondo il Corano, Allah conosce già le scelte che faremo, ma siamo noi a compierle e siamo noi a risponderne. Noi siamo gli autori delle nostre pagine; Dio, invece, è il regista che conosce già il finale.

Nel Corano ricorre spesso l'immagine di un Libro nel quale ogni cosa viene registrata. Non soltanto le grandi azioni, ma anche i dettagli più piccoli, quelli che noi stessi dimentichiamo. «Non cade una foglia senza che Egli lo sappia» (6:59). «Il Libro sarà posto davanti a loro e diranno: Guai a noi! Che Libro è questo che non tralascia nulla, né piccolo né grande, senza averlo registrato?» (18:49). «E tutto abbiamo registrato in un Libro» (78:29). Nella tradizione islamica questi versetti sono collegati al concetto del Libro Preservato (al-Lawḥ al-Maḥfūẓ), il deposito della conoscenza divina.

Con il passare del tempo, questi versetti possono essere letti non soltanto come principi religiosi, ma come chiavi interpretative dell'esistenza stessa. Forse, prima di lasciare questo mondo, verrà concessa la possibilità di rileggere quel libro. Numerose persone che hanno vissuto esperienze di pre-morte raccontano che, in un istante sospeso tra il tempo e l'eternità, l'intera esistenza è apparsa davanti ai loro occhi. Volti dimenticati, parole pronunciate con leggerezza, scelte decisive, attimi apparentemente insignificanti: tutto riemerge con una lucidità straordinaria, come se ogni frammento della vita fosse rimasto custodito da qualche parte, in attesa di essere rivisto.

È come se le pagine dell'esistenza si sfogliassero improvvisamente una dopo l'altra, senza omissioni, senza possibilità di nascondere nulla. Una sequenza infinita di immagini, simile alle vecchie diapositive che scorrevano sullo schermo, ma capace di restituire non soltanto i fatti, bensì anche il loro peso, il loro significato e le conseguenze che hanno avuto sugli altri.

Un resoconto completo.

Un esame finale.

O forse, più semplicemente, l'ultima occasione per comprendere il significato profondo di ciò che abbiamo scritto nel libro della nostra esistenza.

Curiosamente, alcune riflessioni della fisica moderna sembrano evocare immagini vicine a questa idea. Ogni evento lascia tracce, la luce trasporta informazioni e le onde conservano memorie del loro passaggio. Le interazioni tra le particelle modificano continuamente la struttura della realtà. La scienza non afferma che esista un archivio cosmico accessibile che conservi ogni istante dell'esistenza. Tuttavia, molte teorie moderne attribuiscono all'informazione un ruolo fondamentale nella costruzione dell'universo. In altre parole, nulla sembra accadere senza lasciare una qualche impronta. È affascinante osservare la consonanza tra la visione coranica e alcune intuizioni della fisica contemporanea: entrambe suggeriscono che nulla vada realmente perduto.

Fotografie, lettere e appunti non sono altro che rappresentazioni di ciò che è stato. La mente è la piattaforma sulla quale la vita prende forma, ma è il cuore che le insegna come interpretarla. E la morte? Forse semplicemente un cambio di canale, il passaggio verso una dimensione che non siamo ancora in grado di osservare. Allah potrebbe essere il centro di tutto, quel punto invisibile che sostiene l'intera struttura della realtà, proprio come un buco nero sostiene una galassia senza lasciarsi vedere direttamente. Una volta comprese le Sue istruzioni, si diventa capaci di percepire ciò che oggi appare nascosto.

L'estate è appena iniziata, eppure i fiori hanno già cominciato a liberare essenze sofisticate e inafferrabili. Si diffondono nell'aria come messaggi invisibili e attraversano i sensi, aprendo soglie che si credevano chiuse. Per un istante sembra di avere già vissuto quel momento, quella luce, quel vento e quel profumo che proviene da altrove. Molti attribuiscono queste sensazioni a vite precedenti. Potrebbero invece essere tracce, impronte lasciate nella struttura del cosmo da chi è passato prima di noi, vibrazioni che continuano a propagarsi nel tessuto invisibile dell'universo, come sedimenti antichi rimasti impressi nella roccia dopo il passaggio di ere dimenticate, che si sprigionano quando un`energia affine vi passa vicino.

Il mare conosce bene questo mistero. Nessuna onda è identica alla precedente, eppure il suo movimento sembra eterno. L'onda si dissolve e ritorna, cambia forma ma non scompare. Così fanno anche i ricordi, le intuizioni, gli incontri e le persone. Tutto si trasforma. Nulla resta immobile.

Nel Corano si legge: «In verità, un giorno presso il tuo Signore vale come mille anni di quelli che voi contate» e «Gli angeli e lo Spirito ascendono a Lui in un giorno la cui durata è di cinquantamila anni». Non sono formule scientifiche, ma finestre aperte sul mistero. Suggeriscono che il tempo potrebbe non scorrere nello stesso modo in ogni livello dell'esistenza. Forse il passato non è del tutto scomparso e il futuro non è ancora nato. Esistono prospettive che la nostra percezione limitata non riesce ancora ad abbracciare.

Il vero segreto dell`estate è questo: non ricordare ciò che siamo stati, ma intuire ciò che siamo. Parte di un universo che esisteva prima di noi e continuerà a fiorire dopo di noi. Parte di una storia più grande, di un libro che continua a scriversi stagione dopo stagione, petalo dopo petalo, onda dopo onda. E mentre il mare continua a raccontare i suoi segreti a chi sa ascoltare, si comprende che il Libro Preservato non è soltanto memoria, ma significato e continuità. La consapevolezza che nulla di ciò che viene vissuto scompare davvero. Perché ogni esperienza lascia una traccia, ogni scelta scrive una riga e ogni estate aggiunge una pagina. Il libro dell'esistenza continua a essere scritto, finché l'ultima parola non avrà trovato il proprio posto nell'eternità.


 
 
 

Commenti


bottom of page