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Dal Corano ai semi di Aleppo: cosa mangeremo nel 2050?

  • 26 giu
  • Tempo di lettura: 4 min

Il nostro cibo è davvero ancora nostro?

Cosa mangeremo nel 2050? La carne viene già coltivata in laboratorio, gli alimenti vengono modificati geneticamente e il latte viene già prodotto senza allevamenti e i diversi cibi creati in provetta. Quello che fino a pochi anni fa sembrava fantascienza è già realtà.

L'obiettivo dichiarato però è nobile: ridurre l'impatto ambientale, sfamare una popolazione mondiale in crescita e rendere l'agricoltura più efficiente. Ma una domanda continua a dividere milioni di persone: chi deciderà cosa finirà nel nostro piatto?

Negli ultimi decenni la nutrizione è diventata uno dei temi più controversi in assoluto. Ogni anno nascono nuove diete, nuovi esperti e nuovi modelli alimentari e ciò che ieri era considerato salutare oggi viene messo in discussione, mentre le raccomandazioni sembrano cambiare continuamente.

Nel frattempo, cresce una sensazione diffusa: l'alimentazione moderna è sempre più dominata dall'industria e sempre meno dalla natura.


L'Occidente è davvero ben nutrito?

Paradossalmente, proprio nei Paesi dove il cibo non manca aumentano obesità, diabete, malattie metaboliche e consumo di alimenti ultra-processati.

Non è soltanto una questione di quantità, ma di qualità e molti iniziano a chiedersi se non abbiamo perso il rapporto con il cibo semplice: quello coltivato, raccolto e preparato senza lunghe liste di ingredienti o processi industriali.


Il Corano e il ritorno al cibo naturale

Per milioni di musulmani il Corano non offre soltanto indicazioni spirituali, ma anche principi alimentari.

I cibi menzionati nel Corano – come datteri, olive, fichi, miele, latte, cereali e carne halal – invitano a un'alimentazione basata su moderazione, gratitudine e responsabilità. Nel frattempo la scienza ha riconosciuto molteplici benefici nei principi alimentari islamici.

Il concetto di Al-Tayyibat, ovvero il "cibo buono e puro", non riguarda solo ciò che è lecito mangiare, ma anche il rispetto della natura, l'assenza di eccessi e la consapevolezza delle proprie scelte.

Molti credenti o interessati affermano di aver tratto benefici dall'adottare un'alimentazione ispirata a queste basi. Sebbene le esperienze personali non sostituiscano le evidenze scientifiche, mostrano come il rapporto tra cibo, salute e spiritualità continui a essere un tema di grande interesse.


Il cibo in provetta è davvero il futuro?

Carne coltivata, latte sintetico e nuove tecnologie promettono di rivoluzionare l'alimentazione mondiale.

Per alcuni rappresentano un'opportunità straordinaria per ridurre l'impatto ambientale e migliorare la sicurezza alimentare.

Per altri, invece, aprono interrogativi su trasparenza, naturalezza, etica e libertà di scelta.

Il punto centrale non è essere favorevoli o contrari all'innovazione, ma poter sapere con chiarezza come è stato prodotto ciò che mangiamo.


Semi: chi controllerà il cibo di domani?

Se il futuro dell'alimentazione passa dalle sementi, allora il loro controllo diventa una delle questioni geopolitiche più importanti del nostro tempo.

La guerra in Siria ha riportato sotto i riflettori la banca genetica di ICARDA, vicino ad Aleppo, una delle più preziose collezioni di sementi al mondo. Molte delle sementi custodite nella banca genetica di ICARDA erano il frutto del lavoro di raccolta svolto per decenni da ricercatori, in larga parte siriani, nei campi della Mezzaluna Fertile. Successivamente ICARDA ne ha assunto la conservazione, la catalogazione e la distribuzione scientifica, trasformando quella collezione in uno dei più importanti patrimoni genetici agricoli del mondo. 

Per molti si è trattato di un salvataggio: grazie alle copie di sicurezza conservate alle Svalbard, il patrimonio genetico è stato preservato e successivamente ricostituito in Libano e Marocco.

Per altri, però, questa vicenda lascia aperte domande che vanno ben oltre l'agricoltura. Chi decide il destino di un patrimonio genetico appartenente a un territorio quando quel territorio viene travolto dalla guerra? Chi esercita il controllo su una delle risorse più strategiche per il futuro dell'umanità?

Per alcuni, il caso di Aleppo rappresenta un esempio virtuoso di cooperazione internazionale e tutela della biodiversità. Per altri, è il simbolo di una progressiva concentrazione del controllo delle sementi nelle mani di pochi attori globali, alimentando il dibattito sulla sovranità alimentare.

Una cosa, però, è certa: chi custodisce le sementi custodisce anche il potenziale dell'agricoltura di domani. E chi influenza l'agricoltura, influenza inevitabilmente il futuro del cibo.


Tornare a coltivare

In un mondo sempre più tecnologico, coltivare un orto può sembrare un gesto semplice, quando in realtà è anche una scelta culturale.

Conservare varietà locali, produrre parte del proprio cibo e conoscere l'origine di ciò che si mangia significa recuperare autonomia, preservare biodiversità e mantenere vivo un patrimonio agricolo che rischia di andare perduto.

Non è una soluzione a tutti i problemi, ma è un modo concreto per partecipare attivamente al proprio sistema alimentare.


Il futuro del cibo riguarda tutti

La vera sfida non è scegliere tra tradizione e innovazione, ma è trovare un equilibrio tra progresso scientifico, sicurezza alimentare, trasparenza e libertà di scelta.

Il cibo non è solo nutrizione: è salute, cultura, identità, economia e, per molti, anche fede.

Qualunque sarà il menu del 2050, la domanda più importante resterà la stessa:

saremo ancora noi a scegliere cosa mangiare, oppure saranno altri a scegliere per noi?

 

Fonti e approfondimenti

·       Corano (Sura 2, 5, 6, 16, 23 e 95) – riferimenti ai cibi, al concetto di halal e tayyib.

·       Sahih al-Bukhari e Sahih Muslim – hadith sull'alimentazione e la moderazione.

·       World Health Organization (WHO) – Alimentazione, OGM e sicurezza alimentare.

·       Food and Agriculture Organization (FAO) – Biodiversità, risorse genetiche e alimentazione.

·       European Food Safety Authority (EFSA) – Nuove tecniche genomiche (NGT) e organismi geneticamente modificati.

·       ICARDA – Conservazione delle sementi e banca genetica di Aleppo.

·       Svalbard Global Seed Vault – Deposito mondiale delle sementi.

·       New Lines Magazine – Approfondimento sul Dr. Diaa Al-Awadi e il metodo Al-Tayyibat.

·       Egypt Today – Provvedimenti disciplinari delle autorità sanitarie egiziane nei confronti del Dr. Diaa Al-Awadi.

 

 

 

 

 

 
 
 

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