La responsabilità dei sensi e del tempo nell’Islam
- Nora Amati

- 5 giorni fa
- Tempo di lettura: 4 min
Spesso immaginiamo la responsabilità attraverso la lente del lavoro. Un’azienda ci affida un computer, una formazione, una missione, e naturalmente ci aspettiamo di dover rispondere di come utilizziamo quegli strumenti.
Eppure, la responsabilità più profonda della nostra vita non proviene da datori di lavoro o sistemi. Proviene da Colui che ci ha creati e ci ha affidato capacità infinitamente più potenti di qualsiasi dispositivo o risorsa.
Allah, l’Altissimo, ci ha nominati vicari sulla terra. Non abbiamo fatto domanda per questo ruolo; ci siamo risvegliati ereditandolo. Con questo incarico sono arrivati doni che nessun impero può eguagliare: vista, udito, intelletto, emozioni, salute e tempo. Ognuno di essi è un’amānah, una fiducia che un giorno testimonierà, a nostro favore o contro di noi.
Questi doni sono più potenti di qualsiasi strumento possediamo
Si possono dare a due persone le stesse risorse — salute, intelligenza, opportunità — e ottenere risultati completamente diversi. Una usa i propri doni per generare beneficio, elevare gli altri e avvicinarsi ad Allah. L’altra li disperde in distrazione, vanità e rumore.
Le neuroscienze moderne confermano questo principio. La neuroplasticità insegna che il cervello si rimodella intorno alle abitudini che scegliamo. La vista si affina verso ciò che osserviamo, il linguaggio si plasma su ciò che ripetiamo, e l’attenzione si rafforza dove la dirigiamo.
L’Islam ha insegnato questo molto prima della psicologia contemporanea: ciò che usiamo cresce, ciò che trascuriamo si indebolisce.
Nella visione islamica, le nostre facoltà non sono neutrali, ma strumenti sacri con un potenziale quasi illimitato di bene. Usarle con negligenza significa spegnerne la luce, mentre usarle con consapevolezza significa elevarsi.
La responsabilità inizia riconoscendo la vera proprietà
Quando utilizziamo male i beni del nostro datore di lavoro, ci aspettiamo conseguenze. Ma quante volte utilizziamo male ciò che appartiene ad Allah — il nostro tempo, la nostra parola, il nostro corpo — senza avvertire la stessa urgenza di correggerci?
Il “gregge” non comprende solo la famiglia e le responsabilità esterne, ma anche il sé che abitiamo. Le nostre membra, le nostre ore, il nostro mondo interiore — tutto fa parte della fiducia.
Questo non è per terrorizzarci, ma per risvegliarci. I nostri corpi non sono passeggeri muti, ma strumenti di registrazione che preparano la loro testimonianza in ogni momento.
Prima che le tue membra testimonino contro di te, fai in modo che testimonino per te
Ogni giorno è un’opportunità per modellare la testimonianza di domani.
Usa gli occhi per riflettere, non solo per consumare.
La vista può essere una finestra verso il significato o una porta verso la distrazione. Abbassare lo sguardo non è repressione, ma protezione della chiarezza interiore.
Usa la lingua per guarire, non per ferire.
Le parole di misericordia calmano, mentre la maldicenza e l’asprezza agitano. Il Profeta ﷺ indicò la lingua come chiave del Paradiso.
Usa le mani per dare, non per prendere.
Il servizio agli altri riduce lo stress e illumina il cuore. Nell’Islam, la carità spegne il peccato come l’acqua spegne il fuoco.
Usa la mente per ricordare il Donatore, non solo il dono.
Riflessione, gratitudine e dhikr rafforzano la serenità interiore. Il ricordo di Allah non è solo adorazione, ma stabilità dell’anima.
Tutto ciò che possediamo sta già preparando la sua testimonianza. Ma attraverso il tawbah (pentimento), l’intenzione e l’azione, possiamo trasformare quella testimonianza in luce.
Conclusione
Ogni giorno generosità divina e scelta umana si incontrano. Allah ci ha donato strumenti straordinari: occhi che percepisconoi segni, un intelletto che distingue la verità, il tempo che può trasformare minuti in montagne di ricompensa.
E quando inizierà il giudizio, possa ogni nostra parte dire:
“Mi ha usato al servizio di Colui che mi ha creato.”
Applicare questo insegnamento alla vita quotidiana
1. Praticare la Sunnah della Gratitudine al Mattino
Hadith: Il Profeta ﷺ diceva al risveglio:
“Alhamdulillāh che ci ha dato la vita dopo averci fatto morire.”
(Ṣaḥīḥ al-Bukhārī 6312)
Azione: Inizia ogni mattina ringraziando Allah per vista, udito e intelletto.
2. Custodire la Lingua con il Dhikr Quotidiano
Hadith:
“Chi crede in Allah e nell’Ultimo Giorno, dica il bene o taccia.”
(Ṣaḥīḥ al-Bukhārī 6018)
Azione: Dedica tre minuti due volte al giorno a dire: “Astaghfirullāh” e “Lā ilāha illā Allāh.”
3. Usare gli Occhi come Strumenti di Riflessione
Qur’an:
“Non osservano forse il cielo sopra di loro?” (Surah Qāf, 50:6)
Azione: Sostituisci cinque minuti di distrazione digitale con cinque minuti di contemplazione del cielo o riflessione sul Qur’an.
4. Dare Qualcosa Ogni Giorno
Hadith:
“La carità spegne i peccati.” (Tirmidhī 614)
Azione: Compi ogni giorno un atto di generosità: un messaggio gentile, una donazione, un aiuto concreto.
5. Fare un “Amanah Audit” Prima di Dormire
Azione: Chiediti: oggi i miei occhi, le mie orecchie, la mia lingua e il mio tempo hanno testimoniato per me?
FAQ
1. Cosa significa “amānah” nell’Islam?
È una fiducia affidata da Allah, una responsabilità per cui saremo chiamati a rispondere.
2. Come è collegata al Giorno del Giudizio?
Il Qur’an insegna che le nostre stesse membra testimonieranno su come abbiamo usato i doni divini.
3. Come vede l’Islam il tempo?
Il tempo è una fiducia sacra. Sprecarlo in distrazioni è un cattivo uso di una risorsa divina.
4. La neuroplasticità supporta il miglioramento spirituale?
Sì. Le abitudini ripetute modellano il cervello; nell’Islam, le azioni ripetute formano il cuore.
5. Qual è il modo migliore per iniziare?
Inizia con intenzione sincera, gratitudine e piccoli atti quotidiani coerenti con la Sunnah.



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