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Reinventarsi: l' alchimia dell'Unità

  • 3 lug
  • Tempo di lettura: 3 min

Un giorno, durante il Covid, un amico mi scrisse che bisogna reinventarsi. Da lì ad oggi questa parola è rimasta come un segno, appigliata a una dimensione più alta, perché per reinventarsi bisogna sapere volare in alto e vedere quelle sfumature che permettono di trasformarsi. Se non guardi oltre e non provi a credere ai miracoli, questi non avverranno mai. Se invece rie

sci ad afferrare la luna anche solo in sogno, il reinventarsi diventa un semplice allenamento dell'anima, un esercizio quotidiano.

Durante il Covid molte persone hanno provato a immaginare di cambiare vita e di svolgere un altro mestiere.

John Donne scriveva che «nessun uomo è un'isola», eppure questo è anche un concetto profondamente coranico. Appunto, nessun uomo è un'isola, perché ogni essere umano è parte di un'unica trama invisibile. Per questo deve reinventarsi. Oggi, domani e in futuro.

Reinventarsi, in realtà, significa molte cose: significa soprattutto creare una nuova versione di sé stessi. Ognuno può diventare una persona nuova. In ogni religione la crescita interiore rappresenta il fondamento del cammino spirituale, ma il Corano va oltre, ricordando continuamente che la trasformazione del mondo nasce dalla trasformazione dell'essere.

«In verità, Allah non cambia la condizione di un popolo finché essi non cambiano ciò che è in loro stessi.»(Corano, Sura Ar-Ra'd, 13:11)

Così, reinventarsi diventa oggi più attuale che mai. Il Corano parla a tutte le generazioni, senza fare distinzioni né differenze, enfatizzando il lavoro interiore come origine di ogni autentica rinascita.

Reinventarsi non significa cambiare l'aspetto esteriore, ma utilizzare le risorse del proprio mondo interiore per rendersi conto che tutto ciò che esiste al di fuori si trova già, in forma nascosta, all'interno di ognuno di noi.

«Mostreremo loro i Nostri segni negli orizzonti e dentro loro stessi, finché diventi chiaro che questa è la Verità.»(Corano, Sura Fussilat, 41:53)

Esiste un mondo infinito, dove il tempo e le distanze sembrano dissolversi, un luogo in cui tutto diventa possibile. Parlare telepaticamente con chiunque, ad esempio, è ciò verso cui la tecnologia sembra lentamente dirigersi: rendere accessibile il nostro pensiero a chi è esterno a noi. Forse non dovremo più comunicare necessariamente attraverso le parole o le immagini, perché il nostro pensiero potrà manifestarsi in un campo che, in qualche modo, è già in preparazione.

D'altronde, è ciò che già avviene dentro di noi. Immaginiamo persone lontane o vicine, ci proiettiamo in un futuro ancora inesistente, dialoghiamo interiormente con persone che non conosciamo, attraversando una dimensione che oggi definiamo ancora misteriosa. Forse tutto ciò che è custodito nel nostro mondo interiore verrà, un giorno, manifestato all'esterno.

Per chi considera il Corano un testo antico, l'errore è enorme. Esso è piuttosto una chiave misteriosa che conduce l'essere umano verso una conoscenza sempre più profonda di sé stesso, fino al punto in cui i due mondi — quello visibile e quello invisibile — sembrano fondersi.

«Noi siamo più vicini a lui della sua vena giugulare.»(Corano, Sura Qaf, 50:16)

Se ci pensiamo bene, quando il sole tramonta "in fondo" al mare, la linea che separa il cielo dalla terra diventa sottilissima. La nostra vita si svolge proprio su quella linea: non completamente interiore, né completamente esteriore, ma un filo danzante che continuamente si immerge nell'acqua del mare e poi risale per respirare il cielo.

La tecnologia non mi spaventa. È soltanto un modo per reinventare ciò che siamo già.

La nostra mente è un pennello colmo di colori e, forse, il disegno del futuro verrà semplicemente proiettato all'esterno. Forse si realizzerà il sogno più antico dell'umanità: essere profondamente connessi con il cuore di tutte le persone, ritornando all'Unità.

Per qualcuno questa idea potrà apparire provocatoria o perfino inaccettabile. Eppure il Corano ricorda che ciò che percepiamo come realtà esterna possiede una natura effimera.

«La vita terrena non è altro che gioco, divertimento e distrazione...»(Corano, Sura Al-An'am, 6:32; cfr. anche Sura Al-Hadid, 57:20).

E ancora:

«Ovunque vi volgiate, là è il Volto di Allah.»(Corano, Sura Al-Baqara, 2:115).

Se la realtà più profonda è già dentro di noi, allora il mondo esterno non è che uno specchio. Reinventarsi significa ricordare ciò che siamo sempre stati: un ponte fra il visibile e l'invisibile, fra la terra e il cielo, fra il tempo e l'eternità. L'alchimia dell'essere non consiste nel diventare altro, ma nel trasformare il piombo dell'io nell'oro della coscienza, affinché l'Unità nascosta possa finalmente manifestarsi.


 

 
 
 

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