Āyāt: l’interior design della vita
Bello e possibile, il mondo da scoprire e provare, dove non servono grandi budget ma idee di prestigio, in grado di rendere la tua realtà “perfetta”.
Al di là degli studi antropologici e coranici, adoro la semplicità, quella che trovi nelle piccole misure, al di fuori dai libri, proprio in giardino o nella casa.
Il mondo materiale è uno sfondo fra passato e presente, da sempre un luogo per provare ad essere quello che non sei, a trasformarti, a recitare e al contempo un luogo in cui ogni giorno ti è stata concessa la possibilità di attribuire una nuova immagine al tuo essere e alla vita stessa. Questo privilegio ti è stato attribuito per portarti a riconoscere l`architettura del tuo essere e il design che ci differenzia da tutto il resto.
È in questa progettazione e nella forma di tutto ciò che mi circonda che mi sono spostata verso una dimensione di design interiore. Non esiste nulla che non sia stato disegnato, progettato con cura e poi costruito. Se oggi parliamo di news e trends, sappiate che possiamo applicare questo concetto anche a noi stessi, alla nostra persona e alla nostra società, reinventandoci di continuo, esplorando tutte le possibilità che ci sono state presentate.
Anche la vita ha una “marca”. La nostra “firma” che in un modo o nell’altro lasciamo nel mondo. La ricerca della perfezione è uno degli emblemi più complessi dell’essere umano. Ambiamo ad essere polivalenti, resilienti, belli e infiniti, dimenticandoci, tuttavia, di esserlo già.
Siamo come vetri colorati, che nascono dal fuoco e dalla sabbia e il segreto di questa trasparenza nei secoli ha affascinato artigiani e designer per questa limpida invisibilità. Non siamo così anche noi? Dobbiamo ammirarci maggiormente, perché siamo stati creati con intenzione, poesia, trasparenze d’effetto e una complessità che in realtà si esprime in concetti semplici.
Ci sottovalutiamo di continuo, eppure possiamo dare origine a spazi infiniti di splendore, attraverso la nostra (ricevuta) capacità di scegliere con quali colori attraversare la vita.
Possiamo sfumarci, cambiare tonalità, disporre i nostri spazi interiori come riorganizzare un soggiorno. Possiamo essere vivaci ma ordinati, equilibrati o nordici, chic o semplicemente classici.
La nostra autenticità è un concetto molto effimero. Se la vita non è che svago e divertimento, come afferma il Corano, e allo stesso tempo un’illusione, il nostro compito è quello di recuperarci con rispetto.
Significa rimanere fedeli a sé stessi, anche quando la nostra natura terrena muta in base ai luoghi che abitiamo e alle persone che incontriamo.
Perché per parlare di mattoni perfetti, bisognerebbe essere incrollabili, ma l’essere umano è stato creato debole, anche se custodiamo la facoltà di rialzarci e di rimettere in piedi la nostra “costruzione”.
Per questo, perdetevi nei trilocali, nei giardini, nelle strutture che non capite, perché la priorità non è diventare assoluti se già lo siamo nel nostro insieme, ma rivedere le priorità, senza compromessi, allenandoci a rimanere sempre nella luce che abita la nostra personalità, senza confini ed esplorando tutte le dimensioni possibili per trovare l`equilibrio.
La vita è una corsa di orientamento e i segni sono chiari, ma li riconosciamo soltanto se cerchiamo con sincerità.

Sura Al-ʿAnkabūt (Il Ragno), 29:64: «Questa vita terrena non è che gioco e svago, mentre la dimora dell’Aldilà è la vera vita, se solo sapessero!»



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