La luce che prende forma: gli angeli esistono anche in laboratorio
- Nora Amati

- 20 gen
- Tempo di lettura: 4 min
“Gli angeli sono più antichi di tutte le religioni – e continuano ad arrivare anche agli uomini che non vogliono più saperne delle religioni.” Con queste parole di Claus Westermann, possiamo avvicinarci al mistero degli angeli, presenti in forme diverse in quasi tutte le culture umane.
I cherubini invisibili, chiamati Kettu dai Sumeri, arrivano fino a noi. Nel Cristianesimo, essi erano considerati i “motori dell’intelligenza”, esseri fatti di luce, dotati di ali simboliche che indicano indipendenza dal tempo e dallo spazio e la capacità di cambiare dimensione. Se gli angeli attraversano il tempo e lo spazio e sono fatti di luce, diventa possibile conciliare razionalità e trascendenza: l’uomo moderno non deve scegliere tra ragione e spiritualità, perché l’immaginazione metafisica può permettere di unire questi due mondi. La pittura di icone russe ha creato immagini di angeli di trascendenza ultraterrena, figure di forza soprannaturale, che secondo la leggenda non sarebbero state dipinte da mani umane. Nelle tradizioni cristiane, gli angeli erano messaggeri della divinità e mediatori dello sviluppo della forza celeste.
Angeli e figure analoghe nel mondo
Figure analoghe agli angeli si trovano in molte religioni e tradizioni spirituali, anche se con caratteristiche e nomi diversi. Nel Cristianesimo gli angeli sono servitori e messaggeri di Dio, proteggono gli uomini, trasmettono messaggi e realizzano la volontà divina, spesso organizzati in gerarchie come arcangeli, cherubini e serafini. Nel Giudaismo, gli angeli, chiamati mal’akhim, hanno ruoli simili, agendo come intermediari invisibili tra Dio e l’uomo senza essere oggetto di culto. Nel Zoroastrismo, gli Amesha Spentas mediano tra Ahura Mazda e il mondo e guidano l’uomo verso il bene. Nell’Induismo non esistono angeli come nell’Occidente, ma ci sono esseri celesti come Deva, Gandharva e Apsara, che proteggono, ispirano e trasmettono saggezza o forza cosmica. Nel Buddhismo, figure soprannaturali come Deva e Bodhisattva svolgono ruoli di protezione, guida e manifestazione di virtù spirituali. Anche nelle tradizioni africane e amerindie troviamo spiriti intermediari tra uomini e divinità o forze della natura, con funzioni di messaggeri, protettori e tutori di clan o comunità. Nei Yezidi, gli angeli sono rappresentati principalmente da Melek Taus, l’angelo pavone, mediatore tra Dio e gli esseri umani, guida spirituale e protettore del popolo yezida. Nella mitologia greca, figure come gli Eroi, i Daimon o messaggeri divini come Ermes proteggono gli uomini e trasmettono la volontà degli dei.
Luce, scienza e metafisica
Nell’Islam, la visione degli angeli è particolarmente metafisica. I malāʾikah sono esseri creati di luce, completamente obbedienti a Dio e privi di libero arbitrio. La loro esistenza è puramente spirituale e non soggetta ai limiti fisici, agiscono solo secondo la volontà divina e fungono da messaggeri tra il divino e l’umano. Jibrīl, noto come Gabriele, ha trasmesso il Corano a Maometto, mentre altri angeli custodiscono le leggi cosmiche e morali registrando le azioni umane. La loro perfezione e obbedienza rappresentano l’ordine metafisico puro, armonia tra volontà divina e realtà spirituale.
Un ponte sorprendente tra metafisica e scienza moderna si apre grazie al lavoro di scienziati italiani come Daniele Sanvitto, che hanno realizzato esperimenti in cui la luce viene trasformata in una forma di materia particolare chiamata supersolido. In questo stato, la luce non è più “solo energia che viaggia”, ma si combina con la materia creando strutture simili a reticoli, pur mantenendo proprietà di flusso quantistico. Questo fenomeno offre una metafora scientifica sorprendente: la luce, che diventa tangibile pur restando energia, ricorda le descrizioni coraniche della luce divina. Nel Corano, la luce è spesso simbolo del divino, della guida e della conoscenza, come nel verso chiave della Sūra An-Nūr (24:35), dove Allah è descritto come “la Luce dei cieli e della terra”. Non è solo un fenomeno fisico, ma un principio di realtà e ordine cosmico.
Il supersolido di luce rappresenta in termini scientifici un principio invisibile che diventa tangibile, proprio come la luce divina nel mondo. I polaritoni, “mezzo luce, mezzo materia”, creano strutture stabili pur mantenendo la loro natura energetica, dimostrando che materia e spiritualità sono profondamente connesse, due aspetti dello stesso ordine divino. La luce obbedisce a leggi precise generando forme stabili, in accordo con il Corano, che afferma: “Abbiamo costruito il cielo con [il nostro] potere e lo stiamo espandendo” (51:47). L’universo, come i fotoni che diventano supersolidi, rivela ordine e legge divina nella materia e nell’energia.
Conclusione
L’uomo moderno, abituato a vedere la luce come energia e la materia come solida, scopre che queste categorie sono più fluide di quanto sembrasse. Il supersolido di luce diventa così una “parabola scientifica” della creazione: ciò che appare immateriale può diventare tangibile, guidato da leggi ordinate, in eco alla metafora coranica della luce divina che permea tutto. Dall’arte e dalla teologia cristiana agli angeli islamici, dai Deva induisti ai Bodhisattva buddhisti, molte culture hanno espresso l’idea di esseri che mediassero tra il divino e l’umano. Oggi la scienza moderna, attraverso il supersolido di luce, mostra che i confini tra energia e materia, invisibile e visibile, spirituale e materiale, sono più fluidi di quanto pensassimo. Gli angeli, così, non sono più solo figure religiose, ma emblemi della luce che attraversa tempo, spazio e materia, un ponte tra razionalità e trascendenza.




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