top of page

La migliore medicina per l’essere umano è l’essere umano

  • Immagine del redattore: Nora Amati
    Nora Amati
  • 12 feb
  • Tempo di lettura: 6 min

 

“Di tutti i corpi in natura, sull’uomo agisce in maniera più efficace l’uomo stesso; nessun corpo animato o inanimato può sostituirlo.”— Dr. Med. Franz Anton Mesmer


L’essere umano possiede capacità intrinseche di guarigione, spesso trascurate dalla medicina convenzionale. Ad esempio, il contatto diretto con il corpo può influenzare il benessere: posizionare le mani su un punto dolorante può ridurre la sintomatologia in tempi brevi.

Il Corano insegna che, per ogni malattia, esiste un rimedio in natura, un principio presente molto prima che gli studi scientifici moderni iniziassero a investigare concetti di energia ed elettromagnetismo, in particolare nel contesto del Heilmagnetismus. Il magnete, così come altre componenti naturali — sassi, piante, alberi, aria e acqua — contiene una forza invisibile che attraversa la materia, osservabile anche nella vita quotidiana.

Il magnetismo rappresenta una delle forze sottili più potenti, difficile da spiegare ma rilevabile negli effetti. Comprendere il magnetismo permette di osservare il mondo e se stessi da una prospettiva diversa. Un pensiero o una preghiera rivolta a Dio può diventare un messaggio a distanza, una trasmissione di energia attraverso spazi apparentemente vuoti.

In questa prospettiva, il magnetismo costituisce un legame tra corpo fisico e dimensione spirituale o “anima quantica”. Gli atomi nell’universo interagiscono secondo leggi elettromagnetiche, generando Monadi e microorganismi. Questa forza attrae e organizza la materia, anticipando concetti della fisica moderna come le onde elettromagnetiche non guidate da cavi.

Dove la scienza ha accertato l’azione a distanza dei farmaci o riconosciuto la forza curativa dei raggi X e dei raggi di Becquerel, non risulta più necessario difendere lo studio del magnetismo animale, che si integra armonicamente nella teoria delle radiazioni.

Il magnetizzare, ovvero l’influsso esercitato dal magnetizzatore sul soggetto attraverso una volontà concentrata, sembra agire deviando le essenze vitali nei nervi del movimento e della sensibilità. Il fluido nervoso del magnetizzatore entra in connessione con il paziente e attiva le essenze vitali del sangue e dei nervi, generando differenti gradi di medianità e capacità di influire localmente o globalmente sull’organismo.

Ogni essere umano è racchiuso in un’aura energetica — Aura-Nerven o Odhülle — che può influire e interagire con altre persone. Le mani rappresentano il principale trasmettitore di questa energia, permettendo il trasferimento da un corpo all’altro, spiegando anche fenomeni come l’interferenza con dispositivi elettrici.

La capacità di percepire e modulare queste energie offre un’opportunità di benessere: la vera medicina risiede nell’essere umano stesso.


L’elettricità come strumento terapeutico

Il dottor Wilhelm Erb, professore all’Università di Heidelberg, descriveva l’elettricità come «un potente e polivalente metodo di cura», capace di trattare patologie del sistema nervoso, nevralgie, crampi, paralisi e stati di anestesia.

Nel XIX secolo, l’elettroterapia conobbe uno sviluppo significativo e fu ampiamente accettata dalla comunità medica. La corrente interrotta (induttiva) e la corrente galvanica continua divennero strumenti standard nella pratica clinica. La stimolazione elettrica poteva riattivare nervi indeboliti, rinvigorire muscoli atrofizzati e ristabilire funzioni compromesse.

L’intensità della percezione del paziente era considerata un indicatore di efficacia: sensazioni più intense suggerivano effetti terapeutici maggiori, mentre l’assenza di percezione induceva spesso dubbi sull’utilità della terapia.

Questo contesto storico ha alimentato un dibattito tra sostenitori dell’elettroterapia e difensori di altri metodi energetici, come il magnetismo umano, ciascuno dei quali proponeva la propria concezione delle forze vitali e dei meccanismi di guarigione.

 

Riconoscere e usare la propria energia

Il magnetismo vitale, o Lebensmagnetismus, non è una forza teorica: attraversa ogni corpo e può caricarlo, influenzandone l’equilibrio e il funzionamento. Né i preparati chimici più potenti, né il fuoco possono annullare questa energia. Anche un oggetto inanimato, come un corpo magnetico di vetro, conserva la sua forza quando viene attraversato da questa forza, dimostrazione della connessione profonda tra la vita e i corpi che essa attraversa.

Questa osservazione ci offre un insegnamento fondamentale: la nostra energia personale può essere percepita, modulata e utilizzata per il benessere proprio e degli altri. Non è un concetto mistico: è una capacità naturale che tutti possediamo, ma spesso ignoriamo.

Alcuni suggerimenti pratici per iniziare a riconoscerla e usarla:


  1. Osservazione corporea: chiudendo gli occhi e concentrandosi sul respiro, si può percepire un leggero calore o vibrazione nelle mani o in altre parti del corpo.

  2. Contatto fisico consapevole: appoggiare le mani sul punto dolorante o su un oggetto può far emergere sensazioni sottili: un formicolio, un leggero flusso, un’energia che “scorre”.

  3. Concentrazione e intenzione: dirigere volontariamente l’energia verso una parte del corpo, un oggetto o una persona con pensiero e intenzione, senza forzare, ma osservando le sensazioni naturali.

  4. Pratica regolare: come ogni abilità, il riconoscimento e l’uso dell’energia richiede esercizio quotidiano e pazienza.


Col tempo, chiunque può imparare a percepire meglio la propria aura energetica, i flussi di energia che lo attraversano e l’influenza che esercita sugli altri e sull’ambiente. Questo approccio non sostituisce la medicina tradizionale, ma la integra: è un modo per recuperare la consapevolezza della prima medicina dell’essere umano: l’essere umano stesso.

 

Preghiera e connessione con l’energia vitale

Oltre alla percezione e alla modulazione del proprio magnetismo vitale, la preghiera islamica rappresenta un potente strumento per connettersi con l’energia vitale universale – a Dio (e non a caso Allah ha 99 nomi).

Quando un credente rivolge la propria preghiera a Allah — con intenzione, concentrazione e devozione — si attiva un flusso energetico che attraversa corpo e mente, influenzando positivamente lo stato fisico, emotivo e spirituale.

Dal punto di vista energetico, la preghiera può essere interpretata come un mezzo per armonizzare la propria aura e sincronizzarsi con l’energia divina che permea l’universo, la stessa forza sottile che attraversa i corpi e gli oggetti secondo il principio del Lebensmagnetismus. In questo senso, la preghiera non è solo un atto spirituale, ma anche una pratica che potenzialmente rinforza la connessione tra corpo, mente e dimensione quantica dell’energia vitale.


Elementi chiave per rendere la preghiera uno strumento di consapevolezza energetica:


  1. Intenzione consapevole (niyyah): dirigere il cuore e la mente verso la guarigione o il benessere, riconoscendo che l’energia vitale è un dono di Dio.

  2. Concentrazione e presenza (khushu): osservare respiro, postura e sensazioni corporee, percependo il flusso energetico che attraversa mani, cuore e corpo.

  3. Ripetizione e regolarità: come ogni pratica energetica, la preghiera costante favorisce una maggiore sensibilità e controllo sul proprio magnetismo vitale.

  4. Intenzione universale: riconoscere che l’energia non è limitata al corpo individuale, ma interagisce con l’ambiente e con gli altri esseri viventi.


In questo modo, la preghiera diventa un canale attraverso il quale la forza vitale personale si allinea con quella universale, creando un collegamento diretto tra energia corporea, energia divina e dinamiche quantiche dell’universo. Chiunque può iniziare a percepire questa connessione osservando le sensazioni sottili durante la preghiera o la meditazione consapevole.

Ecco una versione più fluida, coerente e con tono più maturo e riflessivo:

I risultati possono essere sorprendenti, ma è necessaria pratica e consapevolezza per entrare realmente in sintonia con questa energia. Più si lavora su di sé, più la risonanza interiore diventa intensa e più si sviluppa la capacità di riconoscere quando e in che modo il proprio corpo necessita di riequilibrio.

Questa sensibilità non si limita a sé stessi: attraverso il contatto consapevole e l’intenzione, è possibile trasmettere calma e sostegno anche ai propri figli. Le mani, guidate da presenza e attenzione, possono diventare uno strumento naturale di conforto e armonizzazione.

 

Heilmagnetismus e fiducia nel Principio Creatore

Il Heilmagnetismus, inteso come magnetismo di guarigione, rappresenta storicamente il tentativo di comprendere e descrivere una forza vitale che attraversa i corpi e contribuisce al loro equilibrio. Al di là delle interpretazioni ottocentesche, ciò che rimane centrale è l’idea che l’essere umano non sia un sistema isolato, ma un organismo inserito in una rete di relazioni energetiche e spirituali.

Nel Corano si legge: «E quando sono malato, è Lui che mi guarisce» (Sura 26:80).

Questa affermazione non esclude i mezzi materiali, ma li ricolloca in una prospettiva più ampia: ogni cura, ogni energia, ogni forza naturale opera per volontà divina. In questa luce, il magnetismo vitale non è una forza autonoma, ma un segno tra i segni della creazione, un possibile strumento attraverso cui si manifesta l’ordine voluto da Allah.

Riconoscere questa dimensione significa unire conoscenza e fede, pratica e consapevolezza, scienza e tawḥīd. La guarigione, allora, non è solo un processo fisico, ma un ritorno all’armonia con il Principio che ha dato origine a ogni energia e a ogni vita.


 

 

 
 
 

Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione
bottom of page