Rimani fermo. Diventa invincibile.
- Nora Amati

- 27 gen
- Tempo di lettura: 4 min
La fede è un sussurro silenzioso: non bussa alla tua porta, ma si infila nella tua casa come una piuma bianca che cade dolcemente, depositandosi davanti ai tuoi piedi.
Non compete con il rumore e non alza la voce per farsi ascoltare. Anzi, teme un mondo troppo rumoroso e per questo cade dal cielo senza mostrarsi, mentre tu dormi.
Qualunque nome tu le voglia dare — fede, fiducia, consapevolezza interiore, connessione con il Creatore — essa vive già in silenzio dentro di te, senza che tu te ne sia accorto/a.
Nonostante ciò, viene facilmente scossa dal movimento continuo, dal confronto incessante e dal bisogno di essere visti, ma quando inizi a percepirla diventa stabile, radicata e incrollabile. Per questo, quando trovi una piuma bianca, conservala bene, perché non sempre si mostra una seconda volta. Si svela quando è il suo momento, ma solo una volta nella vita, per rimanere sempre con te.
Il cammino verso ciò che è sacro, verso Dio, la verità, il senso e la pienezza, è un percorso invisibile che danza attraverso i movimenti sottili della preghiera, della riflessione e dell’intenzione. I gesti silenziosi, quelli che spesso nessuno accoglie, sono in realtà i motori del futuro, capaci di trasformare il modo in cui si attraversa il viaggio in questo mondo e capaci di smuovere un oceano immovibile solo in apparenza.
Cammina da solo/a e scopri chi sei
Ci sono stagioni della vita in cui camminare da soli diventa necessario, non come rifiuto degli altri, ma come ritorno a sé stessi. Nella solitudine emerge la chiarezza. Senza voci esterne che ci influenzano, iniziamo a riconoscere i nostri veri desideri, i nostri limiti e i nostri valori. Così, la tranquillità porta frutto solo nel silenzio, come in un giardino in cui regna la pace assoluta e, tutto a un tratto, spuntano fiori ovunque, e uno di quelli sei proprio tu.
Il giardino d’inverno
La natura racconta ciò che le parole spesso non riescono a dire, quando si sono stancate di spiegarsi. Quando la terra è fredda e la luce pallida, inaspettatamente appare la vita, come un croco che spinge attraverso il terreno, viola e fragile, portando la promessa della primavera prima del tempo. Il fiore è molto bello, colmo di speranza e vulnerabilità al contempo. Poi la neve cade di nuovo, sembrando quasi crudele, eppure è lì per proteggere il fiore, che forse è sbocciato troppo presto, guidato da una chiarezza non ancora in grado di sostenerlo davvero. Il freddo invernale non è una punizione, ma una saggezza divina. Ed allora il messaggio emerge da sé: aspetta, fermati, non ancora.
La saggezza dell’attesa
Viviamo in una cultura che glorifica la crescita costante, la visibilità e soprattutto la velocità.Sii veloce, sii visto e condividi tutto.
La natura, d’altra parte, ci insegna il contrario: a non supplicare in pubblico e a trasformarci nel silenzio, per prepararci e non cadere di nuovo.
Quando ci affrettiamo a sbocciare prima di essere pronti, ci esponiamo al danno. Quando invece restiamo radicati, protetti dalla pazienza e dalla misura, ci concediamo il tempo di costruire fondamenta solide.
Proteggi il tuo spazio interiore
Ci sono momenti in cui rivolgersi verso l’interno non è egoismo, ma una necessità.
Lo scrollare infinito, le opinioni costanti e l’esposizione pubblica invadono lo spazio mentale in cui nasce la chiarezza. Quando tutto viene pubblicato, nulla è protetto. Quando ogni lotta e ogni successo vengono annunciati, il cammino si piega sotto il peso delle aspettative esterne.
Il silenzio custodisce la direzione. I fiori in un giardino condiviso crescono uno all’ombra dell’altro, sempre competendo, spezzando così il ritmo naturale che dovrebbero seguire per crescere sani.
Il coraggio di aspettare
La lezione del croco è sottile, ma profonda: avanza, aspettando. Resta dove sei finché sei pronto/a per il lancio e hai imparato a tenere il tuo aquilone fermo, senza farti spaventare dal vento che potrebbe farti cambiare direzione o dalle nuvole che potrebbero chiudere la tua vista quando hai iniziato a intravedere l’orizzonte.
La neve che copre il fiore non nega il suo destino; lo rimanda al momento giusto. Il fiore non è dimenticato, ma protetto, e lo stesso vale per te.
Quando la vita ti chiede di fermarti, può essere perché sei sensibile — non in senso fragile, ma profondo. Porti intensità e reagisci fortemente all’ambiente che ti circonda e, per questo, hai bisogno di tempo, di preghiera, di riflessione e di radicamento prima di poterti mostrare pienamente.
L’inverno come maestro
L’inverno non ha mai fretta. Spoglia la vita fino all’essenziale, acquieta il mondo affinché verità più profonde possano essere ascoltate.
Gennaio, in particolare, porta con sé questa lezione. Non è un mese per inizi rumorosi, ma per un’osservazione onesta e una resilienza che cresce silenziosamente sotto la superficie.
La crescita non ha sempre l’aspetto dell’espansione; spesso significa lasciar andare, richiedendo fiducia nella stagione che stai vivendo, attraverso la pausa, la copertura e la pazienza. Quando verrà il momento, e il terreno sarà più caldo, la luce stabile e le radici forti ti faranno fiorire senza sforzo.
Fino ad allora, non fare niente.




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