Come un giglio trasforma l`anima
- Nora Amati

- 18 feb
- Tempo di lettura: 2 min
Il mio Ramadan inizia con un profumo.
Non con un suono, non con una data sul calendario, ma con l’aroma bianco e soave dei gigli. Eleganti, silenziosi e presenti. Basta avvicinarsi ai loro petali per sentire che qualcosa cambia: l’aria si fa più morbida, il tempo rallenta e lo spazio diventa più intimo.
È così che prende forma il mio Ramadan Sensoriale — attraverso ciò che si respira prima ancora di ciò che si pronuncia.
I fiori accompagnano queste giornate ancora invernali, sospese tra freddo e promessa. Tra tutti gli acquisti di questo periodo, sono sempre loro a rendere magiche le stanze. Non solo i petali di rosa damascena essiccati, che sanno di tradizione e memoria, ma anche i gigli freschi, aperti e vivi. E con loro tutti quei fiori che nell’aria annunciano già la primavera.
Nel Ramadan, i sensi si affinano e un fiore sul tavolo non è più solo decorazione, ma un segno, una presenza che invita a percepire.
Viviamo in un mondo che corre e che spesso riduce tutto all’essenziale materiale. Essere fedeli a se stessi è importante, ma la bellezza condivisa crea atmosfera, costruisce memoria, rende lo spazio abitabile anche per l’anima. Un fiore non sostituisce il calore familiare, ma lo accompagna e lo rende più soffice.
Ho scelto di iniziare questo mese dal giglio.
Il giglio bianco infonde purezza e rinnovamento. Richiama la fitra, quella disposizione naturale al bene che nella spiritualità islamica appartiene a ogni essere umano. Si nasce puri e il digiuno è un ritorno a quella limpidezza originaria.
I suoi petali candidi e ordinati diventano metafora dell’anima quando è in armonia con il Creatore. Nessun eccesso e nessun rumore; solo luce trattenuta.
Il giglio porta bellezza che non richiede attenzione.
Forse dovremmo entrare così nel mese del digiuno — con uno sguardo pulito, con un’intenzione chiara, con il desiderio di essere non solo belli da vedere, ma belli da respirare. Puliti nei pensieri e leggeri nelle parole, capaci di rinascere con uno scopo più alto.
Il mio Ramadan Sensoriale comincia da qui: da un profumo bianco nell’aria, da una stanza che si illumina piano e da un cuore che sceglie di rallentare.
Perché prima ancora del gusto, prima ancora del silenzio, il Ramadan si respira.



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