Il Giardino che condividiamo: un messaggio per la gente del Libro
- Nora Amati

- 14 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Nell’Islam, cristiani ed ebrei sono conosciuti come Ahl al-Kitāb — Popoli del Libro. Questo significa che condividiamo un patrimonio spirituale comune. Crediamo in un solo Dio, nei profeti e nelle scritture sacre come la Torah, la Bibbia e il Corano.
Molti studiosi concordano sul fatto che l’ultimo versetto completo rivelato sia stato:
“Oggi ho perfezionato per voi la vostra religione e ho completato su di voi la Mia benevolenza e ho approvato per voi l’Islam come religione.” — Sura Al-Ma’ida (5:3)
Questo versetto segna il compimento della religione dell’Islam.
C’è anche una tradizione secondo cui l’ultima sura completa rivelata sia stata la Sura An-Nasr (Capitolo 110):
“Quando sarà giunta la vittoria di Allah e la conquista, e vedrai la gente entrare nella religione di Allah in gran numero, allora lodate il vostro Signore e chiedete perdono a Lui. In verità, Egli è sempre Accettante del pentimento.”
Questa sura è vista come un segno che la missione del Profeta Maometto stava giungendo al termine, dato che molte persone stavano abbracciando l’Islam.
Sediamoci e parliamo…
La maggior parte dei conflitti tra ebrei, cristiani e musulmani non riguarda davvero la fede. Si tratta di potere, terra, politica o paura. La religione è spesso usata come strumento o pretesto per dividere le persone, mentre le ragioni reali sono più profonde.
Molti di noi non conoscono veramente le credenze degli altri. Questa mancanza di conoscenza può trasformarsi in paura, e la paura diventa odio. Ma quando ci sediamo a parlare, spesso scopriamo di avere molto più in comune di quanto ci aspettassimo.
Le nostre Scritture insegnano la pace
Tutte e tre le religioni insegnano l’amore e la gentilezza:
Il Corano dice: “Vi abbiamo fatti in nazioni e tribù affinché vi conosciate a vicenda.” (49:13)
Gesù disse: “Beati gli operatori di pace.” (Matteo 5:9)
La Torah dice: “Ama il tuo prossimo come te stesso.” (Levitico 19:18)
Siamo insegnati a prenderci cura, non a combattere.
Riflettiamo
Il mondo ha bisogno di meno guerre e più comprensione. Non dobbiamo essere d’accordo su tutto, ma possiamo comunque rispettarci. Perché, alla fine, siamo tutti Gente del Libro. E questo significa che siamo una famiglia.
“In verità, abbiamo fatto scendere la Torah, in essa c’era guida e luce… E abbiamo mandato, seguendo le loro orme, Gesù, figlio di Maria… E gli abbiamo dato il Vangelo…” — Sura Al-Ma’ida (5:44–46)
Sura Al-Ma’ida (5:44–46) è importante perché mostra che l’Islam conferma le scritture precedenti — la Torah e il Vangelo — e onora i profeti prima di Maometto. Insegna che l’Islam è la rivelazione finale e completa, portando la guida e la luce definitiva per tutta l’umanità.
Il Corano parla spesso di ebrei e cristiani — i Popoli del Libro — con rispetto e riconoscimento:
“Di’: O Popoli del Libro, venite a una parola su cui tutti possiamo essere d’accordo: che adoriamo solo Dio…” (Corano 3:64)
“Non discutete con i Popoli del Libro se non nel modo migliore e più rispettoso…” (Corano 29:46)
“Tra i Popoli del Libro ci sono persone rette, che pregano e credono in Dio.” (Corano 3:113)
L’Islam insegna che ebrei e cristiani hanno ricevuto le scritture prima, e che dovremmo trattarci con equità e gentilezza — anche quando siamo in disaccordo.
Allora, perché dimentichiamo?
È profondamente doloroso vedere persone che condividono le stesse radici spirituali voltarsi l’una contro l’altra.
Il Corano non ci insegna a odiare i nostri vicini — ci insegna a comprenderli:
“Non discutete con i Popoli del Libro se non nel modo migliore e più rispettoso…” (Corano 29:46)
“Tra loro ci sono persone rette, che pregano di notte e credono in Dio.” (Corano 3:113)
Ci invita a parlare con gentilezza, anche quando siamo in disaccordo. Ricorda che la vera fede porta alla pace, non all’orgoglio o alla crudeltà.
Condividiamo il nostro giardino comune.




❤️🌷