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L’insonnia è un errore del sonno o un risveglio?

  • Immagine del redattore: Nora Amati
    Nora Amati
  • 20 gen
  • Tempo di lettura: 3 min

Di notte, il cervello veglia silenzioso: la scienza lo chiama "stato ideale", il Corano lo chiama "Tahajjud".

Spesso ci concentriamo su ciò che vogliamo allontanare: paure, ansie e pensieri negativi. Nell’Islam, e nella vita in generale, la vera forza non sta nel scacciare il male, bensì nel cercare il bene. Durante la notte, quando tutto tace e il mondo dorme, il cuore è più aperto e lo spirito più ricettivo. È il momento ideale per attirare luce, serenità e positività nella propria vita.

Invece di combattere ciò che ti disturba, puoi scegliere di nutrire ciò che ti eleva, lasciando che la protezione divina e la consapevolezza interiore trasformino il buio in un’opportunità di crescita e riflessione.

 

L’insonnia e i pensieri notturni possono sottrarre ore al riposo; eppure, nell’Islam, le ore più oscure della notte sono tra quelle in cui l’essere umano è più vicino a Dio. Non riuscire a prendere sonno, o svegliarsi ripetutamente, non è sempre una mancanza: può essere un invito silenzioso alla riflessione, alla consapevolezza e alla connessione spirituale, soprattutto quando il risveglio avviene sempre alla stessa ora.

I medici possono prescrivere qualsiasi medicamento per indurre il sonno, ma spesso questi soffocano le intuizioni più profonde: quelle scintille improvvise che emergono come spettri di luce nella mente, proprio quando sei sveglio alle tre del mattino. Annota subito i messaggi che ti raggiungono in quell’istante fragile, perché sono potenti, anche se svaniscono in un battito di ciglia.


La notte è uno spazio sacro

Immaginati di essere sotto una cupola di una moschea, dove filtra solo la luce. Il Corano descrive la notte come momento privilegiato per la preghiera e la meditazione. Nei versetti 73:2–4 (Sura Al-Muzzammil) si legge:

“Alzati (per la preghiera) durante la notte, eccetto una parte di essa; metà di essa, o diminuiscila un poco, oppure aumentala, e recita il Corano con recitazione lenta e misurata.”

La notte diventa così uno specchio dell’anima, uno spazio dove ascoltare se stessi e interiorizzare la Parola di Dio. La recitazione lenta del Corano (tartīl) trasforma ogni parola in semi di luce dentro di noi.

 

Tahajjud: veglia notturna di preghiera

Il Tahajjud è una preghiera volontaria, da compiere nelle ore più tranquille prima dell’alba.

Chi pratica il Tahajjud scopre che la notte può diventare uno spazio sacro di trasformazione, dove il corpo riposa e lo spirito cresce. Il Tahajjud si svela quando il mondo dorme. È un segreto tra l’anima e Dio, custodito nel cuore della notte. Nel buio, ogni prostrazione dissolve la distanza, ogni silenzio parla.

Chi si alza a quell’ora non è solo: è chiamato. La notte si apre, e Dio è più vicino del respiro.

"In verità, Noi abbiamo creato l’uomo e conosciamo ciò che la sua anima gli sussurra, e Noi siamo più vicini a lui della sua vena giugulare.” (Sura Qāf 50:16).

 

La dimensione psicospirituale della notte

Di notte diminuiscono gli stimoli esterni, come la luce, il rumore e le richieste sociali. Questo favorisce l’attivazione del Default Mode Network, la rete cerebrale legata a introspezione, memoria autobiografica, significato e identità. È per questo che emergono pensieri profondi, domande esistenziali e insight improvvisi. E proprio queste percezioni inaspettate sono importanti, perchè sono le risposte alle nostre domande più profonde, che tutti cercano all`esterno. Alle volte sono segnali, avvisi di pericoli imminenti o semplicemente momenti che durano frazioni di secondo in cui riesci a vedere che cosa fa un`altra persona o a sentirla.

La scienza non parla esattamente di Dio, ma descrive le condizioni neurologiche ideali per l’esperienza spirituale: silenzio, buio, vulnerabilità e attenzione interiore. Tradizioni religiose e mistiche hanno imparato a riconoscere e usare questo spazio molto prima della neuroscienza.

 

Come trasformare l’insonnia in opportunità

Esegui il Tahajjud o una preghiera breve, annota le tue riflessioni e intenzioni per il giorno seguente, respira e rilassati. Di solito il Tahajjud ti calma autonomamente e torni a dormire sereno.


In conclusione, l’insonnia e i risvegli notturni non sono disturbi da temere, ma opportunità divine: inviti a leggere e a comprendere che esiste un`altra dimensione, che dormendo "cambi solo canale".

"Dio prende le anime quando giunge la loro ora, e quelle che non muoiono durante il sonno. Egli trattiene quelle a cui ha decretato la morte e rimanda le altre fino a un termine stabilito. In verità, in ciò vi sono segni per coloro che riflettono.” (Sura Az-Zumar 39:42).

La notte è uno spazio sacro, che trasforma inquietudine in pace, silenzio in ascolto e tempo in luce interiore.

Attraverso veglia, preghiera e consapevolezza, il credente sperimenta la protezione di Dio: non energia da scacciare, ma guida, presenza e trasformazione interiore.




 

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