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Le principali regole del Ramadan: tutto quello che devi sapere

  • Immagine del redattore: Nora Amati
    Nora Amati
  • 16 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

 

Prima di piantare, si prepara il terreno.

Prima del Ramadan, si prepara il cuore… e si chiariscono i propri obblighi.

Nel giardino, nulla cresce se il terreno non viene lavorato. Bisogna rimuovere le erbacce, smuovere la terra e irrigare con attenzione.

Allo stesso modo, il Ramadan non inizia con l’avvistamento della luna, ma giorni prima, nel cuore e nella consapevolezza dei propri doveri. Ci si prepara a rallentare, si sbrigano tutte le faccende importanti per non dovere affaticarsi durante il mese sacro, consapevole dei propri doveri.

Il digiuno non è soltanto un’emozione spirituale: è un atto di culto regolato dalla Sharī‘ah. E ogni ‘ibādah richiede preparazione.

 

1. Verificare i propri obblighi (Qaḍā’, Kaffārah, Fidyah)

Prima che inizi il mese, è necessario chiedersi:

  • Ho giorni di digiuno arretrati da recuperare?

  • Ho eventuali espiazioni (kaffārah) non ancora adempiute?

  • Devo versare una fidyah per incapacità permanente?

Il recupero dei giorni (qaḍā’) è un obbligo per chi ha interrotto il digiuno per una causa legittima (malattia, mestruazioni, viaggio). Ritardarlo senza motivo valido fino al Ramadan successivo è oggetto di discussione tra i giuristi, ma la prudenza impone di non procrastinare.

Prepararsi significa fare chiarezza.

 

2. Comprendere la propria condizione giuridica

Non tutti sono obbligati a digiunare allo stesso modo. È necessario verificare:

  • Stato di salute

  • Viaggi programmati

  • Gravidanza o allattamento

  • Condizioni croniche

La Sharī‘ah non impone difficoltà insostenibili. Il principio giuridico stabilisce che la difficoltà eccessiva comporta facilitazione, ma tale facilitazione deve essere compresa con conoscenza, non con supposizione.

Prepararsi significa informarsi.

 

3. Regolare l’intenzione (Niyyah)

Il digiuno è valido solo con intenzione.

Le scuole giuridiche discutono se sia necessaria ogni notte o se basti un’intenzione all’inizio del mese per l’intero Ramadan. Tuttavia, ciò che accomuna tutte le opinioni è che il digiuno è un atto consapevole, non automatico. Se si digiuna con il cuore, si digiuna in tutti i sensi.

La niyyah non è una formula pronunciata, ma una determinazione interiore.

Prepararsi significa orientare il cuore.

 

4. Liberare il cuore prima del corpo

Il digiuno non è solo astensione dal cibo, ma soprattutto astensione dal rancore, dall’ingiustizia e dalla negligenza.

Prima del Ramadan, è consigliabile:

  • Fare tawbah sincera

  • Riparare relazioni interrotte

  • Restituire diritti dovuti

  • Ridurre distrazioni superflue

Un terreno pieno di pietre non permette ai semi di radicarsi, così come un cuore pieno di distrazioni non permette al digiuno di trasformare.

 

5. Stabilire obiettivi realistici

Molti entrano nel Ramadan con entusiasmo emotivo ma senza struttura.

È utile chiedersi:

  • Quanto Qur’an posso realisticamente leggere?

  • Quali atti costanti posso mantenere?

  • Quali abitudini negative voglio correggere?

La costanza, anche piccola, è più amata di ciò che è intenso ma breve.

 

Il Ramadan comincia ora

Il versetto che rende obbligatorio il digiuno (Al-Baqarah 2:183) non menziona la fame come fine ultimo, ma la taqwā — la coscienza vigile di Allah.

La taqwā non nasce improvvisamente con la luna nuova, ma si coltiva prima e come ogni giardino, anche il cuore richiede cura anticipata. Il Ramadan non è solo un mese che arriva, ma un terreno che ogni anno si prepara da nuovo. Più il terreno è ben preparato, più frutti e fiori si raccoglieranno.


 

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