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Ramadan 2026: siamo più umani

  • Immagine del redattore: Nora Amati
    Nora Amati
  • 15 gen
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 23 gen

Come ogni anno, il Ramadan si avvicina e una gioia sottile si percepisce nell’aria. Un nuovo mese di digiuno e di astensione dal negativo sta per tornare: un tempo di introspezione, silenzio interiore e tranquillità.

La domanda che molti si pongono, puntualmente, è sempre la stessa: come conciliare lavoro e Ramadan?

In città è spesso più semplice. I datori di lavoro tendono a essere più flessibili e trovare un punto di incontro è possibile. Se così non fosse, è utile iniziare a prepararsi qualche giorno prima, approfittando dei giorni liberi, per non arrivare al primo giorno di Ramadan con un corpo appesantito. Iniziare già affaticati renderebbe tutto più difficile.

Il Ramadan è soprattutto uno sforzo mentale, più che fisico. Il suo scopo è anche quello di purificare i canali interiori, per avvicinarsi a Dio. Un buon consiglio è rimanere ben idratati durante la notte, bevendo acqua e tisane, evitando completamente le bevande zuccherate. È importante nutrirsi con cibi semplici e fatti in casa: zuppe di lenticchie, verdure, piatti leggeri, eliminando il più possibile i cibi industriali e lavorati.

Dopo circa tre giorni, il corpo entra in un nuovo ritmo, avviando un processo di disintossicazione che diventa visibile anche all’esterno. Non solo il corpo elimina ciò che è in eccesso, ma anche la mente si alleggerisce, lasciando andare tossine e pensieri inutili. Se si osserva con attenzione, si percepisce come l’energia cambi la realtà: il pensiero è energia e genera la realtà stessa, e le vibrazioni che emaniamo contribuiscono a creare la materia che viviamo.

Il Ramadan è una delle occasioni più potenti per “cambiare le carte in tavola”, perché possiede un autentico potere trasformativo. Basta iniziare per rendersi conto dei benefici che porta.

 

Chi non deve digiunare

Ricordiamoci che chi è in viaggio, incinta, malato, durante il ciclo mestruale, anziano o troppo giovane non è tenuto a digiunare. Il digiuno è un momento profondamente personale, in cui ognuno fa i conti con se stesso.

Aiuta a superare paure, illusioni e ansie, riduce i pensieri ossessivi e scioglie tutto ciò che è superfluo. Il Ramadan è un digiuno secco, quindi ci si astiene anche dal bere dall’alba al tramonto. Questa forma di astensione è particolarmente potente: sviluppa una gratitudine profonda e ci aiuta a immedesimarci negli altri. Pensando a chi vive l’oppressione e la privazione ogni giorno, la nostra empatia cresce — o nasce. Inoltre, il digiuno secco invita il corpo a fare affidamento sulle proprie riserve, favorendo una purificazione profonda che coinvolge non solo il fisico, ma anche i livelli più sottili dell’essere.

 

Prepararsi mentalmente

Come essere mentalmente pronti? È l’intenzione che conta. Se vissuto correttamente, il Ramadan rinforza il carattere in modo assoluto. Ogni anno è diverso, ed è un invito sempre aperto anche ai non musulmani a partecipare, anche solo per qualche giorno, per comprenderne il significato profondo.

Il digiuno più difficile è quello mentale. È però anche l’occasione per abbandonare le dipendenze dell’era moderna, incluso il consumo eccessivo dei social media. Durante il Ramadan si legge il Corano, si riposa, si prega, ci si dedica agli altri e ad attività tranquille: dipingere, passeggiare, creare e cucinare.

Un aspetto importante è proprio la cucina. Si mangia di più? No. Il senso non è mangiare di più o di meno, ma mangiare con consapevolezza.


Il Ramadan è un ritorno all’essenziale e questo è il promemoria che ti lascio:

 

Pratica la gratitudine prima di ogni pasto

Inizia con Bismillah (Nel nome di Allah) per riconoscere che ogni boccone è un dono. La gratitudine porta alla consapevolezza, e la consapevolezza riduce gli sprechi.

Prendi solo ciò di cui hai bisogno

Servi porzioni più piccole: si può sempre fare il bis, ma il cibo avanzato finisce spesso sprecato. Il Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui) disse:"Il cibo di uno basta per due, e il cibo di due basta per quattro..."(Sahih Muslim)

Condividi l'eccesso come Sadaqah

Se hai più cibo del necessario, condividilo con i vicini, donalo alle banche alimentari o offrilo a chi ne ha bisogno. Nutrire gli altri è un atto di culto.

Ricicla gli avanzi in modo creativo

Ripensa al pasto di ieri invece di buttarlo via.

 Composta ciò che puoi

Restituisci alla terra gli scarti alimentari: il compostaggio li trasforma in nutrimento per nuova vita, un vero ciclo coranico.

Sostieni gli orti comunitari

Coltiva e condivi il cibo locale: gli orti comunitari riducono gli sprechi, rafforzano i legami e ci riconnettono alla terra, come insegna il Corano.



 

 

 

 

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