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Un’altra vita nella vita

  • Immagine del redattore: Nora Amati
    Nora Amati
  • 3 gen
  • Tempo di lettura: 1 min

Sono le voci dei bambini nei cortili a rompere il silenzio, un’eco che riporta in superficie i ricordi più profondi: quelli di una vita nella vita, come se ne scorresse un’altra sotto la pelle, mentre il senso dell’essere al mondo si fa opaco.

Questa è la storia di una rosa. Si chiama damascena, perché la sua origine è Damasco. I petali, col tempo, sono caduti uno a uno, e lei ha continuato a resistere, immobile, per anni, in un quartiere svuotato di presenze e di tempo.

Ora i bambini sono tornati. Alcuni nuovi, altri riconosciuti dal passo leggero. Sotto la neve, contro la stagione, si sono formati dei boccioli. È inverno, e le mani piccole modellano palline di neve, mentre nell’aria si insinua già un presagio di primavera: come se nulla fosse andato perduto, come se un futuro potesse ancora essere pronunciato.

Quando la vita riaffiora, anche solo per un istante, la speranza torna a esistere: un’altra vita che insiste, silenziosa, dentro la vita stessa.

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